venerdì 19 novembre 2010
mercoledì 6 ottobre 2010
CASSAZIONE
Perde il diritto all’affido condiviso chi non versa il mantenimento ai figli |
l genitore che non versa ai figli l’assegno di mantenimento perde il diritto all’affido condiviso. Infatti in questi casi il giudice della separazione può derogare alla regola inaugurata con la riforma del 2006, e decidere per l’affido esclusivo all’altro genitore.
Nonni defraudati

L’affido condiviso non dà concreti diritti ai nonni
19 ottobre 2009 - La riforma dell’affido condiviso di fatto non ha accresciuto i diritti dei nonni. Infatti, anche se hanno diritto di vedere i nipoti non sono legittimati ad agire in giudizio per chiedere una revisione delle visite.
A denunciare un vero e proprio vuoto legislativo nelle norme del 2006 sull’affido condiviso e la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 22081 del 16 ottobre 2009, se da un lato ha ricordato che quella riforma, sulla carta, contempla i diritti dei nonni e degli altri familiari di non interrompere i rapporti con i bambini, dall’altro non dà loro concreti poteri. Ci vorrebbe una norma ad hoc, come è avvenuto, ha ricordato la prima sezione civile, nel campo delle adozioni.
http://www.cassazione.net/l-affido-condiviso-non-da-concreti-diritti-ai-nonni-p973.html
lunedì 27 settembre 2010
Festa dei Nonni
venerdì 24 settembre 2010
Giornata Mondiale Sull'Alzheimer

III Convegno '' Emergenza Alzheimer:il fare ''
25 Settembre 2010
Cirò Marina - Teatro '' Alikia'' Via Pola-
lunedì 30 agosto 2010
mercoledì 4 agosto 2010
martedì 20 luglio 2010
Personaggi Celebri di Strongoli (KR) ex Petelia
lunedì 5 luglio 2010
Comuni Di Calabria
Etimologia di Bocchigliero (Cosenza)
Deriva da un soprannome o dal nome di famiglia Buccolieri. Potrebbe anche riferirsi al mestiere di "cantiniere" che in francese è bouteiller o da brocchiere (bouclier). C'è chi ipotizza che il nome si leghi al mestiere di bottigliere (per la lavorazione delle botti).
Etimologia di Bocchigliero (Cosenza)
Deriva da un soprannome o dal nome di famiglia Buccolieri. Potrebbe anche riferirsi al mestiere di "cantiniere" che in francese è bouteiller o da brocchiere (bouclier). C'è chi ipotizza che il nome si leghi al mestiere di bottigliere (per la lavorazione delle botti).
giovedì 1 luglio 2010

I nonni, soprattutto, sono gli unici in grado di regalare ai loro piccoli il dono più prezioso per la loro crescita: il tempo. Il tempo è il cardine su cui ruota lo sviluppo della relazionalità e dell’affettività. I bimbi consumano con avidità e assaporano con gusto ma hanno bisogno di tempo a loro dedicato; la fretta, la disattenzione, lo stress li nevrotizzano e creano difficoltà nel loro processo di maturazione psico-affettiva.
E' successo anche questo....
In sede giudiziale è stato accertato che la mamma esercitava sul bambino un affetto “asfissiante”, tale da pregiudicare un corretto sviluppo del minore. I periti hanno sostenuto che la madre non riesce ad immaginare il figlio separato da sé; in tal senso ella esercita sul piccolo fortissimi condizionamenti, privandolo in ogni modo di spazi personali, indispensabili per l‘affermazione del proprio io.
Il provvedimento “estremo” si radica nella difficile storia familiare del minore. La mamma non pare sorretta da una struttura familiare capace di limitare i danni al bambino e, stando alle perizia, non si renderebbe neanche conto degli effetti negativi del suo comportamento. Il padre, poi, pare non avere alcun ruolo nella vita del piccolo.
In sede giudiziale è stato accertato che la mamma esercitava sul bambino un affetto “asfissiante”, tale da pregiudicare un corretto sviluppo del minore. I periti hanno sostenuto che la madre non riesce ad immaginare il figlio separato da sé; in tal senso ella esercita sul piccolo fortissimi condizionamenti, privandolo in ogni modo di spazi personali, indispensabili per l‘affermazione del proprio io.
Il provvedimento “estremo” si radica nella difficile storia familiare del minore. La mamma non pare sorretta da una struttura familiare capace di limitare i danni al bambino e, stando alle perizia, non si renderebbe neanche conto degli effetti negativi del suo comportamento. Il padre, poi, pare non avere alcun ruolo nella vita del piccolo.
giovedì 24 giugno 2010
Rapporto nonni e nipoti
(Muoversi insieme)
La figura dei nonni è sempre stata associata a ruoli e valori positivi, dalla storia, dalla sociologia, dai media e anche dal linguaggio quotidiano. Nel tempo si è così affermata una sorta di “ideal-tipo” della “nonnitudine”: l’autorevolezza tipicamente assegnata all’anziano ha caricato i nonni di un rispetto meno scontato per altri parenti; l’accumulo di competenze di vita e di conoscenza sulla famiglia, le sue origini, le sue vicende, li ha resi detentori di un sapere da tramandare alle future generazioni; l’incarnazione delle tradizioni ne ha riconosciuto il ruolo di co-costruttori della loro identità.
Sul piano psicologico, d’altra parte, l’assenza di una responsabilità diretta nell’educazione dei nipoti e di un rapporto gerarchico immediato come quello con i genitori, ha sempre favorito la costruzione di interazioni meno conflittuali, con relazioni a volte anche confidenziali e complici.
Eppure, nel rapporto tra nonni e nipoti, qualcosa sta cambiando, proprio perché stanno mutando i ruoli delle persone, le relazioni familiari, ma soprattutto gli stili e le aspettative di vita.
Sul piano psicologico, d’altra parte, l’assenza di una responsabilità diretta nell’educazione dei nipoti e di un rapporto gerarchico immediato come quello con i genitori, ha sempre favorito la costruzione di interazioni meno conflittuali, con relazioni a volte anche confidenziali e complici.
Eppure, nel rapporto tra nonni e nipoti, qualcosa sta cambiando, proprio perché stanno mutando i ruoli delle persone, le relazioni familiari, ma soprattutto gli stili e le aspettative di vita.
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